IL CORAGGIO DI CAMBIARE.

LA SPINTA AL CAMBIAMENTO STA DIVENTANDO ASSOLUTA PROTAGONISTA DEI DISCORSI DEI NOSTRI POTENTI POLITICI. IL "NO" VITTORIOSO AL REFERENDUM E' COSI' DIVENTATO COMUNQUE UN NUOVO SPUNTO PER POTER DIBATTERE DI "COSTITUENTE", "FEDERALISMO", "DECENTRAMENTO"…
MA SE GLI ITALIANI HANNO FORTEMENTE ESPRESSO UN DISSENSO VERSO LE MOFICHE ALLA COSTITUZIONE, OGGETTO DELLA CONSULTAZIONE POPOLARE, NON E' FORSE UN SEGNALE CHE  NON REPUTANO IN GRADO LA CLASSE POLITICA ATTUALE DI ATTUARE RIFORME CHE VADANO EFFETTIVAMENTE A MIGLIORARE LA CONDIZIONE DEI CITTADINI, OLTRE CHE LO SCENARIO ISTITUZIONALE ATTUALE?
E' LOGICO: COME SI PUO' PENSARE CHE UNA CLASSE POLITICA CHE NON E' IN GRADO DI RINNOVARE SE STESSA POSSA PENSARE RIFORME ADATTE A CAMBIARE UN PAESE COME L'ITALIA CHE HA UNA ALTISSIMA TRADIZIONE ISTITUZIONALE?
COME SI PUO' PENSARE CHE DA UN PARLAMENTO CHE HA VOTATO UNA LEGGE ELETTORALE CHE, DI FATTO, HA CONSENTITO DI BLINDARE I PROPRI SEGGI, SI POSSA AVERE UN SEGNALE DI CAMBIAMENTO?
LA REALTA' E CHE PER "CAMBIARE" CI VUOLE L'UMILTA' E LA FORZA DI METTERE IN GIOCO SOPRATTUTTO SE STESSI DI FRONTE AL CITTADINO. SOLO COSI' SI PUO' GUADAGNARE LA CREDIBILITA' CHE E' VITAMINA INSOSTITUIBILE PER QUALUNQUE ORGANISMO CHE HA LA PRETESA DI ESSERE PUBBLICO.

IL CORAGGIO DI CAMBIARE.ultima modifica: 2006-06-27T11:32:44+02:00da spazioliberal
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